Oscar, cambiano le regole per il film straniero. Sorrentino spera

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La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino sarà giudicata per l’Oscar al miglior film straniero con regole diverse dal passato. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences infatti ha deciso che i votanti per la categoria Miglior film in lingua originale, quella per cui è in corsa l’Italia con La Grande Bellezza, non saranno più tenuti a dimostrare di aver visto le cinque pellicole in lizza.

I 6.028 elettori qualificati per votare il vincitore riceveranno le cinque pellicole prima dell’apertura delle urne il 14 febbraio e “l’organizzazione farà comunque tutto il possibile perchè queste persone guardino le pellicole”, ha dichiarato il presidente dell’Academy Cheryl Boone Isaacs. Potrebbe accadere però che uno dei votanti, pur non avendoli visti tutti e 5, decida comunque di votare per quello che più e piaciuto fra quelli visti. Una nuova regola che non aiuta l’obiettività della scelta, dunque. Difficile capire se questa decisione sarà un vantaggio o uno svantaggio per il film italiano, anche se il film di Sorrentino con la presentazione a Cannes, la vittoria ai Golden Globe e agli Efa, la candidatura ai Bafta inglesi e ai Cesar francesi ha avuto un’esposizione mediatica più forte rispetto ai suoi competitori.

Oltre al film di Paolo Sorrentino le pellicole in concorso per la categoria sono Alabama Monroe – Una storia d’amore dal Belgio, il danese Il Sospetto, il documentario cambogiano sulle atrocità dei Khmer rossi The Missing Picture e il palestinese Omar.

Pochi giorni fa la Academy of Motion Picture Arts and Sciences aveva preso un’altra decisione drastica, decidendo di revocare la nomination per la migliore canzone originale a “Alone Yet Not Alone” perchè Bruce Broughton autore della musica del brano, nonchè ex membro dell’Academy, aveva commesso l’errore di inviare una mail ai membri dell’Academy al fine di portare la sua canzone alla loro attenzione. Un gesto ritenuto sleale nei confronti della concorrenza e la candidatura è stata revocata.

La Repubblica