“Molto rumore per nulla” al Binario 7 di Monza

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Monza, Teatro Binario 7
MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare
con Riccardo Bellandi, Mariella Speranza, Massimo Brizi, Davide Lorino, Cristiano Dessì, Alex Sassatelli, Silvia Biancalana e Luca Terracciano
scene e costumi Laura Benzi
luci Sandro Sussi
regia Alberto Giusta
produzione Compagnia Gank, Festival teatrale di Borgio Verezzi, Teatro Stabile di Genova

Molto rumore per nulla di William Shakespeare è il grande appuntamento con i “classici” del Teatro Binario 7 di Monza, in programma il 14 e 15 dicembre. La messa in scena è realizzata dalla compagnia Gank in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi e il Teatro Stabile di Genova.
L’opera condensa in sé tutto il meglio delle commedie shakespeariane: finte morti, sospetti, intrighi, schermaglie amorose, scambi di persona, congiure. Un molto – per fare una sintesi estrema di questa divertentissima opera – che attraverso lo specchio del rumore si riflette e diventa, o ritorna, nulla.

Il ricco Leonato accoglie nella sua casa il principe Don Pedro di ritorno dalla guerra insieme ai suoi più stretti compagni. Un’atmosfera gaia e leggera fa da sfondo agli amori tra il giovane Claudio e la dolce Ero e tra i litigiosi Beatrice e Benedetto. Nell’imminenza delle nozze di Claudio ed Ero, Don John, geloso del favore che Claudio gode presso don Pedro, fa di tutto per screditare Ero e impedirle così di sposare il suo amato. Nulla però potrà impedire all’amore di trionfare sui cattivi sentimenti che saranno giustamente puniti.
Un autorevole ed eccellente critico shakespeariano definì questa commedia «a Rolls-Royce of a play». Non si può che concordare, poiché grazie alla complessità e flessibilità della struttura, alla ricchezza dei toni, alla varietà dei personaggi, la commedia pulsa di una incantevole vitalità. Nella velocità straordinaria di una lingua spiritosa, ironica, frizzante, il suo mondo brilla per sofisticazione e varietà. Questo mondo è ricco anche di ombre; per questo non è sbagliato dire che in questa commedia c’è posto per il tragico. C’è il buono e il cattivo, c’è il principe e c’è il servo, il fool, il clown, il nobile, il cortigiano, il giusto e lo sciocco, tutti vicini, tutti insieme nella stessa sarabanda.