Unbroken

Unbroken è un film dell’anno scorso prodotto e diretto da Angelina Jolie alla sua seconda prova da regista dopo Nella terra del sangue e del miele, ambientato in Bosnia durante la guerra dei Balcani.
Il film, liberamente ispirato al libro Sono ancora un uomo. Una storia epica di resistenza e coraggio, racconta la vita di Louis Zamperini, un italo- americano che, dalle piste di atletica dell’Olimpiade di Berlino, si ritrovò arruolato nell’aviazione degli Stati Uniti a combattere nella Seconda Guerra mondiale contro il Giappone.
A seguito di un incidente aereo, al quale sopravvive insieme ad altri due compagni d’arme, Louis Zamperini trascorre 47 giorni in mare, su una zattera, prima di essere catturato dalla marina giapponese ed internato in un campo per prigionieri di guerra.
Qui trova un sergente che, con il bastone e l’arma più fine dell’umiliazione, cerca di piegare definitivamente il nostro protagonista che, nonostante tutto, riuscirà a rientrare in Patria e ricongiungersi ai suo famigliari dopo due, lunghi, anni.
Personalmente non mi piace Angelina Jolie ma Unbroken, vuoi per la storia o vuoi per i trailer sapientemente preparati per stuzzicare la fantasia dello spettatore, ero proprio curiosa di andare a vederlo e sono rimasta un po’ delusa.
La vicenda in sé è degna di nota ma quello che mi ha lasciato perplessa, contribuendo a sminuire la bellezza del film, è la contrapposizione fra i bravi, belli e coraggiosi prigionieri americani ed i soldati giapponesi ritratti tutti allo stesso modo: cattivi, sadici e privi di umanità.
Proprio per questo motivo assegno ad Unbroken 2 stelle su 5; a mio, modesto, parere la storia di Louis Zamperini, deceduto l’anno scorso, meritava un film diverso e privo di stereotipi.