Qualunquemente

qualunquementeLe elezioni, sia politiche che regionali, le abbiamo passate da un pezzo ma, in televisione e sui giornali, va in onda ancora un teatrino dove i protagonisti sono i cosidetti “politici”.
Fatta questa premessa è, praticamente, impossibile non pensare ad uno degli ultimi film di Antonio Albanese, Qualunquemente, campione d’incassi di un paio d’anni fa e che ha raffigurato, molto bene, le debolezze e i difetti di chi è chiamato a coprire una carica pubblica ma che, nella realtà, pensa esclusivamente al proprio interesse personale e a quello dei suoi sodali.
Qualunquemente racconta di un pregiudicato calabrese, Cetto La Qualunque, che rientra dalla latitanza per cercare di “difendere” i propri possedimenti e proprietà gettandosi nell’arena politica allo scopo fronteggiare un’onda legalista rappresentata da un candidato sindaco, Giovanni De Santis, che potrebbe vincere le elezioni.
E’ un film “finto” comico che invita a riflettere e che evidenzia vizi e difetti dei politicanti i quali, per la sola ragione di occupare una qualche poltrona, accampano diritti su diritti senza dare alcuna dimostrazione di essere degni di tale onore.
A questo film assegno 2 su 5: Antonio Albanese dimostra di essere un attore poliedrico mentre la storia si puo’ definire l’equivalente cinematografico del disastro politico attuale e su questo aspetto, purtroppo per noi, c’è poco da ridere e scherzare.