“Non chiamatemi maestro” di e con Corrado d’Elia – DEBUTTO NAZIONALE

Corrado d'Elia 300 DPI
 

Milano, Teatro Libero

Dal 27 giugno al 15 luglio 2014
NON CHIAMATEMI MAESTRO
liberamente tratto dagli scritti e dalle testimonianze di Giorgio Strehler
progetto e regia Corrado d’Elia
luci e fonica Alessandro Tinelli
fotografie Angelo Redaelli
produzione Teatro Libero
Si ringrazia l’attrice Valentina Capone per la collaborazione
PRIMA NAZIONALE

Questo spettacolo vuol essere un canto d’amore per il Teatro. Un inno alla sua fragilità, alla sua incertezza e alla sua caducità. Alla sua fondamentale, profonda umanità. Una riflessione sentita e appassionata sull’amore e sul grande sacrificio che necessariamente il Teatro ogni giorno richiede a chi lo fa, nel rapporto tra Arte e Vita.
Giorgio Strehler, il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero, è il punto di partenza e necessariamente il punto di arrivo. Così muovendo dalle sue parole, dai suoi scritti, dalle sue testimonianze, nasce un percorso poetico a nuovo, una nuova scrittura, nuove suggestioni che ci restituiscono un mondo solo apparentemente perduto, ma ancora oggi – forse più che mai – attuale. Un universo che appartiene a tutti gli artisti e a tutti coloro che amano l’Arte e il Teatro.
Corrado d’Elia celebra con questo spettacolo l’universalità dell’Arte, in un gioco teatrale di sovrapposizione con il Maestro in totale comunione. Un percorso emozionante, un flusso di pensieri forte e toccante che restituisce decisamente la parola all’emozione e alla poesia. Alla fine ciò che conta è soltanto la verità dell’Arte e la sua universalità, il Teatro come gesto umano supremo, gesto d’amore e di fiducia negli uomini.
Questo spettacolo è la storia di una passione, di qualcosa di così forte da segnare il percorso di tutta una vita, In cui chiunque ami il teatro e la vita si può riconoscere. “Una piccola scheggia di diamante da trovare con tanta fatica, nelle sabbie così mobili della realtà e delle vicende umane….”.
Gli Album di Corrado d’Elia sono eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Sono racconti di passioni, percorsi poetici che ogni volta coinvolgono ed emozionano, sospendendo il tempo, in uno stato di totale condivisione con il pubblico.
Assoli suggestivi ed intensi che l’attore-autore, racconta sul palco in profonda solitudine.