NOME DI BATTAGLIA LIA al Teatro della Cooperativa

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Da lunedì 18 a domenica 24 aprile 2016 – al Teatro della Cooperativa di Milano

Produzione Teatro della Cooperativa

NOME DI BATTAGLIA LIA

testo e regia Renato Sarti

con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti

musiche originali Carlo Boccadoro

video BUZZ 2001

con il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani Italiani/Associazione Nazionali Ex Deportati/Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione Italiano/Federazione Italiana Associazioni Partigiane/Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Stagione “Cavalli di Battaglia” – IL CARTELLONE – inserito in Invito a Teatro 

Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo. 

All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest’ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; aiutava economicamente le famiglie in cui il marito, o il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino del C.L.N.; compiva manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città; forniva staffette in operazioni delicate; stampava “Noi Donne”, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie.

Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.

Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato, che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: “Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo”.

Nell’aprile del 2010 la Camera dei deputati ha ospitato, presso la Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio Nome di Battaglia Lia. L’iniziativa è stata promossa dalle deputate dell’Ufficio di Presidenza, la vice presidente Rosy Bindi e la Segretaria di Presidenza Emilia Grazia De Biasi. Per questo spettacolo la Presidenza della Repubblica ha conferito una medaglia commemorativa al Teatro della Cooperativa.