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“MY ROMANTIC HISTORY” al Teatro Libero

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MILANO – TEATRO LIBERO
Dal 17 al 21 novembre 2015

MY ROMANTIC HISTORY

di D. C. Jackson

regia Chiara Benedetti

con Giuseppe Amato, Denis Fontanari, Alice Melloni, Paola Mitri 

produzione ariaTeatro

Tom, un trentenne neoassunto in ufficio, racconta al pubblico la sua storia da quando, un po’ per caso, finisce a letto con la sua nuova collega d’ufficio Amy. Tutte le intenzioni sono quelle di non avviare una storia seria con lei, e anzi, di farsi lasciare il prima possibile. Quando sembra essere riuscito nel suo intento ecco la notizia: Amy è incinta.

A questo punto Amy, attraverso il racconto della sua versione dei fatti, mette in luce, con ironia e comicità, le diverse concezioni che i due protagonisti hanno della realtà. Nel procedere della storia, la multilateralità dello sguardo diviene una chiave per vedere il mondo.

Nel terzo atto Amy e Tom arrivano a una rottura ed entrambi hanno occasione di riconsiderare le loro storie passate. Si fanno i conti con i propri sogni, idealizzazioni e incubi, ogni cosa assume un peso diverso e inaspettato. Come sarà il futuro a partire da adesso?

My romantic history è una commedia scoppiettante che racconta con un sorriso amaro alcuni aspetti, ahimè molto reali, del mondo dei trentenni d’oggi. Instabilità lavorativa, precarietà dei sentimenti e provvisorietà delle relazioni sono le parole chiave che risuonano sin dai primi scambi di battute tra i personaggi. I protagonisti Tom e Amy sono due giovani colleghi d’ufficio che vivono a Glasgow. Essi si incontrano tra gli squadrati corridoi dell’ufficio e le altrettante monotone serate al pub e tra di loro nasce un interesse, o forse meglio dire una frequentazione. I due si raccontano al pubblico con generosa sincerità, portando allo scoperto i dettagli dei loro rocamboleschi trascorsi sentimentali e raccontando la storia d’amore che intreccia i loro destini. Forse è improprio utilizzare nello specifico il termine “amore” per definire una storia come la loro: costellata di episodi che svelano insicurezze, fraintendimenti, mancanza di chiarezza nelle intenzioni. Una storia simile a quelle di tanti altri trentenni che come loro riflettono sulla propria realizzazione e tentano di conciliare passo dopo passo il desiderio di rottura dei vecchi schemi e la necessità di stabilità affettiva.

Il linguaggio è veloce, secco, a volte arriva ad essere sgarbato, a volte lascia il passo alla danza e alla musica. Le scene si susseguono con ritmo rapidissimo, come sfuggendo al controllo logico, i sogni e i ricordi si intrecciano alla realtà, creando una rete narrativa molto personale che ci fa entrare a scoprire l’intimità dei personaggi. Ogni protagonista inserisce nella storia comune particolari e variazioni con uno sguardo cinico e disincantato. Soltanto il passato, nel presente susseguirsi di eventi ripetitivi e sterili, è materiale per i sogni, solo nei ricordi di un’epoca spensierata e fanciullesca il tormento si acquieta e il vuoto si colma di un sapore famigliare e lontano. La solitudine si colma nel rifiuto del presente, nel disincanto per la vita che si nasconde fuori dalle vetrate dell’ufficio. I personaggi sono estremamente reali, maschere di sorrisi ironici che combattono contro il paesaggio di aridità che gli si crea intorno.

Lo spettacolo è adatto ad un pubblico adulto. A chi conosce i giovani e a chi vorrebbe segretamente origliare alla porta dei loro pensieri.

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Mihail Ottelli

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