Marcorè e Banda Osiris: “Beatles Submarine”, 8-19 ottobre

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Milano, Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi 2 – M2 Lanza)
dall’8 al 19 ottobre 2014
Beatles Submarine
testo e regia Giorgio Gallione
con Neri Marcorè
e la Banda Osiris (Carlo Macrì, Gianluigi Carlone, Roberto Carlone, Sandro Berti)
immagini Daniela Dal Cin
video Francesco Frongia
costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro dell’Archivolto

Foto di scena Bepi Caroli

Beatles Submarine, in scena al Piccolo Teatro Strehler dall’8 al 19 ottobre 2014, è la beatlemania in palcoscenico, rivisitata dal talento stralunato di Neri Marcorè, cantante e filosofo “assurdista” e dei quattro professori della famigerata Banda Osiris (Carlo Macrì, Gianluigi e Roberto Carlone, Sandro Berti).
Un allegro sottomarino giallo-arancio invade la scena ed eccoci catapultati nell’universo dei Beatles, in un mondo surreale fatto di musica, poesia e storie che ripercorre il cammino artistico dei “Fab Four”, quattro ragazzi di Liverpool capaci di cambiare in modo irreversibile il mondo musicale: dai primi tentativi all’inizio degli anni Sessanta, fino alla morte di John Lennon (1980).
Un po’ teatro e un po’ concerto, un po’ rock e un po’ pop, un po’ magico è un po’ bizzarro… Tutto questo è Beatles Submarine, ma non aspettatevi nessuna cover: lo spettacolo è un viaggio fantastico nell’universo dei Beatles che mescola frammenti biografici, musiche e racconti di John Lennon, poesie di Paul Mc Cartney. La parte musicale ripropone sì alcuni successi del gruppo, come Strawberry Fields, Yesterday, Across the Universe, ma nella “liberissima interpretazione” della Banda Osiris. Così Hey Jude è proposta come uno jodl tirolese, una ninna nanna, una marcia funebre, un canto gregoriano mentre Lucy in the Sky with Diamonds diventa il pretesto per una tenerissima e geniale letterina che la Banda Osiris scrive a Lucy, trasformando i celebri ottoni in una incredibile macchina per scrivere.
Lo spettacolo di Giorgio Gallione non segue un filo narrativo preciso, vive di suggestioni, di ricordi, di nostalgie, ma anche di nuove interpretazioni, fantasmagorie di immagini che emergono dallo schermo su cui scorrono i disegni di Daniela Dal Cin trasformati in video d’animazione da Francesco Frongia: dal già citato sottomarino alle sfilate di scarafaggi, da fragoloni giganti ai campi di uova strapazzate (Scrambled Eggs) che ricordano il primo – provvisorio – titolo di Yesterday, quando la canzone era ancora un abbozzo. L’ennesima riprova che il fenomeno Beatles (a 50 anni dalla sua incredibile esplosione) non è stato una moda, ma una vera e propria cultura, fatta di rabbie dolci e speranze di fantasia al potere.