Lunedì 24 novembre presentazione del libro «Nazario Sauro – Storia di un marinaio»

Lunedì 24 novembre, presso la Sala Alda Merini di Spazio Oberdan
presentazione del libro

«Nazario Sauro – Storia di un marinaio»
Una storia di ogni tempo rivolta a lettori di ogni età

Lunedì 24 novembre, ore 17.30, presso la Sala Alda Merini di Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano: presentazione del libro “Nazario Sauro – Storia di un marinaio” di Romano e Francesco Sauro, edito da La Musa Talìa Editrice.

All’incontro, organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano in collaborazione con l’Associazione Libero Comune di Pola in Esilio e la La Musa Talìa Editrice, interverranno: Romano Sauro, Ammiraglio della Marina italiana e nipote di Nazario; Francesco Sauro, bisnipote di Nazario; Lucia Bellaspiga, di origini istriane e inviata speciale di Avvenire e Angela Calvini, capo servizio di Avvenire.
Saranno presenti Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano e Tito Lucilio Sidari dell’Associazione Libero Comune di Pola in Esilio.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

«Nazario Sauro. Storia di un marinaio» vuole ripercorrere la breve ma intensa vita del marinaio Nazario. Vita avvolta nei sogni, nelle passioni e negli ideali nei quali ha creduto Sauro e che lui ha percorso e perseguito senza sosta, “senza se” e “senza ma”, con coerenza e determinazione, sacrificando al fine la propria giovane vita: morì infatti impiccato per alto tradimento ad opera dell’Austria-Ungheria. Istriano di nascita e quindi suddito austriaco, marinaio per vocazione, eroe per virtù, Nazario Sauro, insieme a Guglielmo Oberdan e Cesare Battisti – tutti e tre citati nella «Canzone del Piave» – entra da subito nell’immaginario collettivo degli italiani durante e dopo la Grande Guerra. Rincorse la passione per il mare, ricercò tenacemente la libertà, la generosità, il rispetto, la responsabilità, la solidarietà, la giustizia per tutti i popoli. Mazziniano convinto aiutò i patrioti albanesi che, al pari degli sloveni e dei croati, volevano affrancarsi dal giogo straniero per raggiungere l’indipendenza e la libertà. All’indomani del terribile terremoto che sconvolse nel gennaio del 1915 la terra della Marsica, Sauro accorse tra i primi ad Avezzano a portare aiuto a quella povera gente.
Il libro – ricco di parole che rimandano al mare e alla libertà – porta all’attenzione un personaggio recuperandolo dall’oblio, smitizzato dalle retoriche agiografiche del passato e riletto in modo più attuale e moderno. Gli autori si sono posti, infatti, l’ambizioso obiettivo di scrivere per i giovani e di lasciare loro un messaggio di speranza, di entusiasmo e libertà affinché trovino in Nazario Sauro un modello di vita, un esempio da seguire. Si parla, infatti, di passioni, di sentimenti, di orgoglio, di impegno, di sogni, di obiettivi, di memoria, di amor patrio – patria come “plurale di padre” – ma anche di insegnamenti per la vita e per il futuro, di messaggi per i nostri giovani lasciati un po’ alla deriva da una nazione troppo assente perché tormentata da difficoltà economiche e da una manifesta crisi di valori. Sono quasi 500 pagine che scorrono via con leggerezza, pur nella grave drammaticità degli eventi, grazie a uno stile vivace degli autori che sono andati ben oltre l’obiettivo della dedica iniziale – “Alle generazioni più giovani” – : hanno narrato una storia di ogni tempo rivolta a lettori di ogni età in cui i contributi del pro-nipote Francesco suonano come veri cammei scritti con rara sensibilità e perfettamente organici alla storia.