“L’invenzione della solitudine” – Teatro Grassi, dall’8 al 13 aprile

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Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2)
dall’8 al 13 aprile 2014

L’invenzione della solitudine
di Paul Auster
“L’invenzione della solitudine”, copyright (c) 1982 Paul Auster, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
con Giuseppe Battiston
regia Giorgio Gallione
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Stefano Bollani
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro dell’Archivolto / Teatro Stabile di Genova

Foto di scena Bepi Caroli

Vincitore di due premi Ubu e di tre David di Donatello, Giuseppe Battiston arriva al Piccolo Teatro di Milano con L’invenzione della solitudine di Paul Auster, in scena nella sala storica di via Rovello dall’8 al 13 aprile 2014.
“Un giorno c’è la vita… poi, d’improvviso, capita la morte”. Lo spettacolo, tratto dal primo romanzo di Auster (pubblicato nel 1979) e prodotto dal Teatro dell’Archivolto e dal Teatro Stabile di Genova, traccia un delicato ritratto di famiglia, tutto giocato sul filo della memoria, una commossa riflessione sulla difficoltà di essere figli e padri.
Battiston, diretto da Giorgio Gallione, esprime in modo toccante, con le parole di Auster, la sensazione che dietro ad ogni rapporto vi sia qualcosa di sconosciuto e insondabile. Un lato oscuro, un segreto che ciascuno di noi si porta dietro fino alla fine.
Qualche settimana dopo l’inattesa morte del padre, Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti. Così, attraverso tracce labili, oggetti e carte, il protagonista riscopre i frammenti di una esistenza estranea, che è in parte anche la propria, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente e ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal mondo. Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita, una mancanza che lo strazia come persona e come figlio. “La musica del caso” vuole che lo stesso Auster, proprio in quei giorni, stia per abbandonare la moglie e, ineluttabilmente, anche l’amatissimo figlio. In un mosaico di immagini, riflessioni, coincidenze e associazioni, il destino costringe così Auster a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite.