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La compagnia Berardi Casolari torna al Binario 7 – La prima, la migliore – 4 e 5 febbraio

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Teatro + Tempo Presente
 
Sabato 4 febbraio ore 21.00
Domenica 5 febbraio ore 16.00 e ore 21.00

LA PRIMA, LA MIGLIORE

Torna al Binario 7 di Monza la compagnia Berardi Casolari con un nuovo spettacolo

testo e regia Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari, Davide Berardi

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Sabato 4 febbraio alle 21:00 e domenica 5, con doppia replica alle 16.00 e alle 21.00, prosegue al Teatro Binario 7 la dodicesima stagione di prosa Teatro+Tempo Presente con La prima, la migliore, uno spettacolo liberamente ispirato al romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.

«Oggi, nella patria della nostra giovinezza camminiamo come viaggiatori di passaggio. Gli eventi ci hanno consumato, siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai, non siamo più spensierati ma atrocemente indifferenti, sapremo forse vivere nella dolce terra ma quale vita?»

Partendo dalle suggestioni del romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale, Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari analizzano la prima guerra mondiale dalla prospettiva di chi era in prima persona coinvolto: i soldati sul campo di battaglia.

L’occasione diviene il modo per fare emergere problemi di natura politica e sociale che risuonano oggi più attuali che mai: l’abuso di potere, l’ignoranza della classe dirigente, l’insicurezza dei giovani, il provincialismo dei cittadini che rimangono a guardare.

Berardi e Casolari affermano: «Volgendo lo sguardo agli spettacoli che dal 2003 a oggi abbiamo realizzato, ci accorgiamo che il conflitto, con noi stessi e con la realtà circostante, è stato e continua a essere il motore della nostra ricerca. Le dinamiche, i mutamenti e le opportunità da questo prodotte e derivate, sono attrazioni irresistibili verso cui tendiamo come attori, autori ed esseri umani.

«La condizione di una generazione “perduta” per un’ideologia criminale, propagandata a tutto spiano, la distanza fra il popolo e chi lo governa, il cambiamento epocale e il conseguente smarrimento esistenziale, diventano metafore per raccontare la nostra condizione, il nostro tempo nel nostro paese».

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Mihail Ottelli

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