La caduta

In questo 2015 ricorrono due anniversari molto importanti e significativi: il centesimo anniversario dalla fine della Grande Guerra e, poi, il settantesimo dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Un film che, a mio parere, mostra lo sfacelo in cui versava l’Europa, e Berlino in particolare, nel 1945 è La caduta – gli ultimi giorni di Hitler che vede Bruno Ganz interpretare la parte del dittatore nazista.
La caduta, del regista tedesco Oliver Hirschbiegel, è uscito nel 2004 e racconta gli ultimi giorni di Hitler, trascorsi nel bunker sotto la cancelleria a Berlino insieme ai suoi collaboratori più stretti, visti con gli occhi di Traudl Junge, una delle segreterie del dittatore.
La storia si snoda fra gli ambienti claustrofobici del bunker, popolati da gerarchi tristemente famosi, e i quartieri di Berlino, ormai, ridotti a macerie fumanti difesi, inutilmente, da bambini e invalidi.
Nel bunker la personalità controversa del dittatore sovrasta quella degli altri capi nazisti, come Speer e Goebbels, che scontano il fatto di essere poco presenti nella storia.
Nonostante l’approssimarsi della fine, e con l’Armata Rossa ormai alle porte, il dittatore mostra, ancora, la capacità di ammaliare, e illudere, tutti plagiando le menti dei suoi fedelissimi arrivando a convincerli che la vittoria sia solo questione di tempo.
Bruno Ganz è, mostruosamente, bravo nell’interpretare questo personaggio scomodo riuscendo, quasi, a renderlo umano alternando momenti di follia contri i traditori e, nel contempo, capace di sentimenti paterni nei confronti della stessa Traudl e dei figli di Goebbels.
A questo film assegno 4 stelle su 5: mi è piaciuta la storia e trovo che Ganz sia un Hitler molto convincente; se dovessi trovare un difetto a La caduta è il fatto che, le scene ambientate nel bunker, risultano, a tratti, noiose rischiando di far perdere, allo spettatore, il filo della storia.