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In trincea @ Teatro di Nova Milanese | 29 gennaio

Michele DI Giacomo, Federico Manfredi e Umberto Terruso  2

STAGIONE 2015/2016

BINARIO NOVA

venerdì 29 gennaio, ore 21.00

IN TRINCEA

La Prima Guerra Mondiale vista da una trincea

di Michele Di Giacomo

con Michele Di Giacomo, Fabrizio Lombardo, Umberto Terruso

assistente alla regia e alla drammaturgia Lorenzo Garozzo

scene e costumi Roberta Rocchi

luci Fabio Bozzetta

responsabile tecnico Riccardo Canali

suono e musiche Isaac De Martin

illustrazioni Emilio Rossi

regia Michele Di Giacomo

produzione Alchemico Tre

Si ringrazia per la collaborazione Ert, Emilia Romagna Teatro Fondazione

In collaborazione con “Museo della Guerra Bianca in Adamello”, Temù (BS)

Vincitore del Premio Speciale – 100 anni della Grande Guerra – VII edizione del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro

 Terzo appuntamento con la stagione Teatro Binario Nova, venerdì 29 gennaio alle ore 21.00, presso il Teatro di Nova Milanese. In scena In Trincea. La Prima Guerra Mondiale vista da una trincea, un viaggio emotivo ed umano che si propone di raccontare e riportare in vita la memoria storica.

Sarà inoltre allestita nel foyer del teatro una piccola mostra fotografica in collaborazione con il Museo della Guerra Bianca in Adamello, l’unico museo sulla Prima Guerra Mondiale accreditato e riconosciuto dalla Regione Lombardia, che potrà essere visitata la sera stessa, dalle ore 19.00.

Vincitore del Premio Speciale – 100 anni della Grande Guerra – VII edizione del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro, lo spettacolo ripercorre l’esperienza di tre giovani soldati, Melo, Tonino e Francesco, costretti ad una convivenza forzata in una trincea, rispondendo all’esigenza di far conoscere alle nuove generazioni e raccontare ad un pubblico adulto una guerra spesso dimenticata.

La trincea diventa uno spazio fuori del tempo, in cui emergono la paura della morte e le contraddizioni delle ideologie, uno spazio in cui il tempo sembra sospeso e realtà e sogno si mescolano, dove il concetto di Patria e Coraggio lasciano spazio al senso di solidarietà, amicizia e conforto.

I tre giovani, isolati e senza viveri, sono costretti ad aspettare e in quella lunga attesa imparano a conoscersi, a capirsi al di là dei dialetti, delle differenze sociali, ricordando gli affetti lasciati a casa.

Uno spettacolo che, attingendo da fonti diversificate ed eterogenee come lettere, diari, film, poesie e testi storici, vuole riportare in vita il ricordo di tutti i militi ignoti affinché non siano morti invano.

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Mihail Ottelli

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