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IL SOGNO DEGLI ARTIGIANI @ Teatro Cooperativa

ARTIGIANI 2 HIGH

Da giovedì 28 a sabato 30 maggio 2015 – al Teatro della Cooperativa di Milano
nell’ambito dell’iniziativa “Fidarsi è meglio” – spettacoli scelti con il coinvolgimento del pubblico
IL SOGNO DEGLI ARTIGIANI
di Michele Santeramo
con Michele Altamura, Nicola Borghesi, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà
regia Michele Sinisi
assistente alla regia Nicola Di Chio
col sostegno del Festival Castel dei Mondi di Andria

Il duca Teseo ha rapito Ippolita e la vuole sposare.
Non solo: per il suo matrimonio vuole uno spettacolo. Botto, Cotogno, Canna e Fameterna stanno in una bottega di artigiano e stanno provando uno spettacolo: la crudelissima tragedia e la penosissima morte di Piramo e Tisbe. Devono farlo perché il duca, in persona, lo ha chiesto.
Non solo: il duca ha anche promesso un vitalizio agli attori più meritevoli.
“Il Sogno degli artigiani” mette in scena questo momento: le prove dello spettacolo, minacciate dalla incapacità, dagli impegni quotidiani, dal sogno di meritare il vitalizio, dalla vita intorno che tenta di entrare nelle prove, dal desiderio di saper mettere in scena lo spettacolo, dalle difficoltà a farlo, dall’improvviso piano di tentare un furto nel palazzo ducale, dal dover costruire le scene, dal dover interpretare Tisbe essendo Canna, dall’essere circondati da fate folletti la regina delle fate il re.
“Il sogno degli artigiani” vuole essere innocenza, realtà che si compone tutta per somma di istinti, di trasformazioni, teatro che si fa teatro. E’ un gioco comico, è come mettere la lente d’ingrandimento nel “Sogno di una notte di mezza estate” per vedere, come in un esperimento, se questi quattro personaggi possono reggersi in piedi da soli. La lingua scelta per mettere in scena Piramo e Tisbe è volutamente alta, preziosa, la lingua di Shakespeare, di Romeo e Giulietta; accanto a questa, una lingua quotidiana, parlata dagli artigiani, che vuole essere antica, popolare ma rispettosa, come sapeva essere l’italiano di qualche anno fa, piena di termini che oggi sarebbe difficile dire senza essere presi per nostalgici e demodè. E’ curioso come, scrivendo, venga fuori che il tentativo di questi quattro personaggi è continuamente quello di “essere”, pur dovendosi mettere in scena; è curioso come tra le pieghe della comicità vengano a trovarci la nostalgia, il desiderio, il sogno.
Michele Santeramo

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