Il ragazzo di campagna

A luglio, per la precisione il 14, uno dei più famosi ed apprezzati comici italiani ha tagliato il traguardo delle 75 primavere; l’attore in questione è Renato Pozzetto e, quando penso a lui, il primo film che mi viene in mente è Il ragazzo di campagna dove interpreta il personaggio, entrato nel mito, di Artemio.
Il film, del 1984, racconta di Artemio ragazzotto dedito al lavoro nei campi, a subire le pesanti attenzioni coccolose della mamma e a sfuggire alla corte di Maria Rosa, una delle poche ragazze del paese e, segretamente, innamorata di lui.
Con l’avvicinarsi del suo quarantesimo compleanno Artemio entra in crisi; il nostro protagonista si rende conto di conoscere solo Borgo Tre Case e di non essere mai andato a vedere la grande città ma, soprattutto con sgomento della madre, non vuole più fare il contadino.
Contro il parere dell’iper-protettiva mamma, Artemio arriva in città (la scena di Pozzetto che guida un trattore in centro Milano è diventata leggenda) sperando di contare sull’aiuto del cugino Severino, interpretato di Massimo Boldi, senza sapere che costui, per sbarcare il lunario, si dedica ad attività tutt’altro che lecite.
Severino approfitta dell’ingenuità di Artemio e lo coinvolge in uno scippo ai danni di una ragazza ma, a questo punto, il nostro protagonista abbandona il cugino e restituisce la borsa ad Angela che, per ringraziarlo, lo aiuta a trovare un posto dove stare.
Artemio affronta la tentacolare Milano cercando, prima di tutto, un lavoro che gli consenta di vivere dignitosamente evitando, nel contempo, che qualcuno possa approfittare della sua bontà ed ingenuità.
Nonostante il suo impegno Artemio si ritrova senza alcuna occupazione, e senza soldi, ma innamorato di Angela alla quale propone, dopo una notte d’amore, di sposarlo ricevendo, però, un rifiuto giustificato dal fatto che, essendo una ragazza moderna, lei non si ritiene adatta ad un simile passo senza tralasciare di evidenziare il fatto che lui, al momento, è disoccupato e povero.
In preda alla disperazione per aver ricevuto un rifiuto da Angela, Artemio tenta il suicidio gettandosi nel Naviglio ma viene salvato da un personaggio oscuro che gli offre un lavoro: vendere droga ai ragazzi davanti alle scuole.
A questo punto Artemio, stanco della vita di città e, soprattutto, del modo di vivere cittadino, comincia a prendersela con tutti e, fermato dalla polizia, viene rimandato al suo paese dove ricomincia a coltivare la terra.
Un giorno, durante il lavoro nei campi, Artemio riceve la visita di Angela che lo informa di aver superato le selezioni per diventare assicuratore e che ha rivalutato la sua proposta di matrimonio. Artemio, dopo il rifiuto della ragazza a rimanere con lui, decide di trascorrere il resto della sua vita con Maria Rosa, nel frattempo divenuta una bella ragazza, ed unica donna ad averlo amato per quello che é.
Il film sembra fatto apposta per Renato Pozzetto che, sotto la regia di Castellano e Pipolo, divide la scena con attori del calibro di Boldi, Garinei e Cannavale creando un mix comico che fa perdonare qualche eccesso di volgarità che, a mio parere, potevano benissimo essere evitati.
Al film assegno 4 stelle su 5 semplicemente perché questo è uno di quei film che bisogna vedere, almeno, una volta nella vita per ridere allegramente e senza alcun pensiero.