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Il concerto

ilconcertoLa recente scomparsa di Claudio Abbado mi ha fatto venire voglia di rivedere “Il concerto” film datato 2009 che ha conquistato i maggiori riconoscimenti cinematografici italiani e che si è fatto conoscere al grande pubblico grazie, soprattutto, al passaparola degli spettatori che ne sono rimasti entusiasti ed estasiati.
Il film è ambientato in Unione Sovietica all’epoca di Breznev ed il protagonista, André Filipov, è considerato il più grande direttore d’orchestra del Paese fino a quando, dopo essersi rifiutato di allontanare i musicisti di religione ebraica, viene licenziato proprio nel mezzo di un concerto che si svolgeva nel suo teatro, il Bolshoi.
Passano gli anni ed André continua a lavorare al Bolshoi però come addetto alle pulizie; una sera, mentre è impegnato a pulire l’ufficio del direttore, trova sulla scrivania un fax indirizzato alla direzione del teatro che invita l’orchestra ufficiale a suonare a Parigi.
Il nostro protagonista, a questo punto, concepisce un’idea folle: riunire i suoi vecchi orchestrali, portarli a Parigi spacciandoli per l’orchestra del Bolshoi, finire quel concerto bruscamente interrotto anni addietro e, soprattutto portare alla luce un segreto tenuto, gelosamente, nascosto per tanto tempo.
A questo film assegno 5 su 5: mi è piaciuta la storia e la musica, vero filo conduttore, ti rapisce talmente tanto da emozionarti come se stessi assistendo, dal vivo, al concerto che per il protagonista rappresenta la fine della, vecchia, carriera e l’occasione del suo riscatto.
Unica nota negativa di questo film è il doppiaggio e quindi, se potete, ne consiglio la visione in francese; nella versione italiana i protagonisti russi parlano tutti malissimo e ricordano il personaggio di Ivan Drago in Rocky.

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Art Spettacoli

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