I 10 comandamenti

Chi, come me, è appassionato di cinema non può non aver pensato, dopo aver visto Exodus – Dei e Re – all’altro film che vede, ancora, Mosè nel ruolo del protagonista.
Il film in questione è I dieci comandamenti, del 1956, kolossal diretto da Cecil B. Demille, remake dell’omonimo film dello stesso regista, che vede Charlton Heston nel ruolo di Mosé e Yul Brynner in quello del faraone Ramses II.
La storia è nota e racconta di Mosé da quando viene salvato dalla figlia del faraone a quando, divenuto principe, scopre le sue vere origini decidendo di unirsi alla sua gente; la sceneggiatura trae ispirazione dal libro dell’Esodo ma anche da testi ebraici, musulmani e persino romani.
I dieci comandamenti ha avuto una lunga gestazione dato che ci vollero tre anni per avere la sceneggiatura finale, furono utilizzate 20 mila comparse oltre a più di 15 mila animali; parecchie scene del film, in particolare quelle relative alla vita da schiavo di Mosè, vennero girate a Beni Yusef, vicino ad Alessandria d’Egitto.
La lavorazione del film terminò nell’agosto del 1955, negli studi della Paramount di Hollywood ed è costato 13 milioni di dollari di allora per un incasso totale di 80 milioni che, in base ad una stima del 2000, collocava I dieci comandamenti fra i dieci film più visti di tutti i tempi.
Viste le premesse, agli Oscar del 1957, I dieci comandamenti fece incetta di nomination riuscendo a vincere solo quello come “migliori effetti speciali”.
Ammetto di aver visto questo film, almeno, diverse volte complice un papà che ama il genere storico; a I dieci comandamenti assegno 4 stelle su 5 semplicemente per la grandiosità degli allestimenti e la cura che il regista ha riservato ai costumi e alle scene.