“Errare Humanum Est”: i ragazzi del Beccaria raccontano errore e rinascita

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Milano, Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2), dal 26 al 30 novembre 2014
Errare humanum est
Il carcere minorile spiegato ai ragazzi
testo e regia Giuseppe Scutellà
con Giuseppe Scutellà, Lisa Mazoni,
i giovani detenuti dell’Istituto Penale Cesare Beccaria e la compagnia Puntozero
musiche Suoni Sonori
parole Josh Algeri
produzione Associazione Puntozero
in collaborazione con Istituto Penale per Minorenni Cesare Beccaria di Milano

Errare Humanum Est: nel titolo dello spettacolo, al Piccolo Teatro Grassi dal 26 al 30 novembre, è sintetizzato il senso di un progetto, di una convinzione e di un impegno: sbagliare è umano, l’errore è presupposto esistenziale del crescere, quindi del vivere, in particolar modo quando si proviene da ambienti segnati da degrado materiale ed affettivo. Come afferma Tiresia nell’Antigone di Sofocle: “Tutti gli uomini possono sbagliare. Ma saggio e fortunato è colui che nell’errore non persevera e cerca di rimediare al male”. Errare Humanum Est è più di una rappresentazione teatrale, è una riflessione sul disagio, la devianza minorile, la giustizia, condivisa dai ragazzi detenuti con un pubblico di coetanei per mostrare che cambiamento e crescita personali sono possibili. Il punto di partenza è una ricerca intrapresa dall’Associazione Puntozero, in collaborazione con l’Istituto Penale per Minorenni Cesare Beccaria di Milano, finalizzata all’analisi dell’iter penale percorso dal minore, dall’errore fino al suo reinserimento nel tessuto sociale, illustrandolo didatticamente a scopo preventivo.
Suggestioni ed echi lontani introducono e commentano le vicende personali dei ragazzi sul palcoscenico, in una armoniosa koinè di linguaggi: storie di strada della Milano urbana e cosmopolita, classicità dei versi shakespeariani e sofoclei, musiche underground, ritmi rap (una sorta di colonna sonora curata dal laboratorio Suonisonori) si affrontano e si fondono. I temi universali dei ‘classici’ manifestano la stessa urgenza dei moderni drammi adolescenziali: l’imprevedibilità della vita, i capricci del destino, la morte precoce ed ingiustificata, le faide e rivalità tra famiglie ed etnie, la ricerca di emozioni forti, l’amore giovanile, totale ed assoluto. Fa da cornice la narrazione dinamica e accattivante di alcune nozioni di natura giuridica, storica, sociale, riguardanti i concetti di delitto e pena: un excursus modellato sugli studi di Foucault, Beccaria, Salvatore Antonio, vivificato dal racconto delle biografie personali dei minori che negli anni l’Istituto ha ospitato. Un’esperienza che ‘sfonda’ la quinta teatrale per attingere alla vita stessa nel suo momento più delicato e difficile, un’occasione preziosa per modificare l’immaginario collettivo, abbattere i pregiudizi sull’universo detentivo e promuovere l’importanza della prevenzione al disagio giovanile.