“Dopo il silenzio”, Lo Monaco/D’Abbraccio, 18-23 novembre

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Milano, Piccolo Teatro Grassi (via Rivoli 6 – M2 Lanza)
dal 18 al 23 novembre 2014
Dopo il silenzio
di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
regia Alessio Pizzech
dal testo “Liberi tutti” di Pietro Grasso
con Sebastiano Lo Monaco, Mariangela D’Abbraccio, Turi Moricca
scene Giacomo Tringali
costumi Cristina Da Rold
musiche Dario Arcidiacono
luci Luigi Ascione
interventi video Giacomo Verde
co-produzione Associazione SiciliaTeatro, Teatro “Tina Di Lorenzo” – Noto

Dopo il silenzio – al Piccolo Teatro Grassi dal 18 al 23 novembre – nasce dalla collaborazione tra Pietro Grasso (“Liberi tutti”) e uno dei più interessanti drammaturghi italiani, Francesco Niccolini (insieme a Margherita Rubino, ‘architetto’ del progetto). Lo spettacolo, interpretato da Sebastiano Lo Monaco e Mariangela D’Abbraccio, diretto da Alessio Pizzech, è il secondo passo nella riflessione sulla legalità avviata il 6 novembre nell’ambito di “Osservatorio sul presente”, progetto condiviso dal Piccolo Teatro con l’Università degli Studi di Milano.

Il palcoscenico diventa luogo della storia collettiva che attraversa le piccole vicende personali; la parola teatrale è strumento di indagine della storia di un Paese, l’Italia, che coincide, talora divergendo e confliggendo, con la storia della mafia; il teatro, specchio della collettività, viaggia tra i frammenti di un intero che si è spezzato tra intimidazioni, bombe, morte portata nelle pubbliche piazze. Un racconto scenico che, travalicando l’esperienza autobiografica di Grasso, non si ferma alla cronaca o alla denuncia, ma ha il respiro della tragedia antica.

Un giovane e un uomo riflettono sulle proprie vite, in un confronto che parte dalla mafia come fenomeno esterno a loro stessi per arrivare a una definizione della mafia come condizione interiore dell’uomo, come reazione a problemi sociali, come risposta sbagliata a bisogni inespressi, come prodotto di un silenzio complice: la mafia nasce in ognuno di noi quando il dialogo con i propri valori non sia aperto e leale.
Tra i due uomini, di età ed esperienza diverse, si crea progressivamente una comprensione, un abbraccio ideale, un ricongiungersi etico e morale che possa fondare simbolicamente una Nazione più civile, capace di una rivolta morale. Tra quei due uomini, in quello spazio metafisico della memoria, in quella sorta di archivio della mente, fatto di volti, nomi, luoghi, c’è una donna, un pensiero femminile che pone la speranza della trasformazione e che impone la conoscenza e il sapere come strade verso il futuro. Incarna questa figura una vibrante Mariangela D’Abbraccio.

“Questo vuole essere un Silenzio che parla”, dichiara il regista, “opposto a un silenzio omertoso, per costruire su quel Dopo il futuro. Un dialogo acceso che mette di fronte due generazioni, due punti di vista totalmente opposti del leggere la vita. In un luogo dell’attesa, in un purgatorio dell’anima, in una condizione fuori dal tempo e dallo spazio dove fa breccia la grande storia con i suoi eventi, i destini di un giovane e di un uomo si incontrano per fare i conti con la propria coscienza”.