Domani al via BRECHT CON ALTRI OCCHI al Parenti

In occasione del Festival Brecht

12 settembre ore 22

Puttane e Mendicanti – OPENING PARTY

Omaggio irriverente all’Opera Opera da Tre Soldi

a cura di IT Independent Theatre

Ospiti il gruppo musicale NEMA PROBLEMA a cui seguirà DJ SET con le NINA’S DRAG QUEEN

 

12-27 settembre 2015  

Rassegna

BRECHT CON ALTRI OCCHI

Baal,  La madre, Vita di Edoardo II d’Inghilterra, L’eccezione e la regola, BrechTime, Terrore e miseria del Terzo Reich

Brecht con altri occhi è una rassegna di sei titoli pensata per riscoprire la vitalità e la modernità del grande artista tedesco a 60 anni dalla sua scomparsa. In scena opere raramente affrontate, affidate a giovani e coraggiosi registi sensibili alla sperimentazione, che, insieme ad artisti più affermati come Andrea Baracco e più esperti come Carlo Cerciello, presentano messe in scena particolari, tra creazioni collettive e work in progress. Al centro, lo spettatore inteso come elemento dinamico e interattivo. E sono proprio quelli dello spettatore gli altri occhi con cui interpretare questi lavori, per addentrarsi in modo nuovo nella grande lezione poetica e politica contenuta nell’opera di Bertolt Brecht.

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Calendario degli spettacoli

Sala Tre
12 – 15 settembre 2015
Baal
di Bertolt Brecht
primo studio
ideazione, regia e scene Giuseppe Isgrò
con Enrico Ballardini, Francesca Frigoli, Elia Moretti, Dario Muratore, Margherita Ortolani

Produzione con Teatro Franco Parenti, Milano
In coproduzione Phoebe Zeitgeist – progetto Cantieri Bavaresi e Goethe Institut Mailand
in collaborazione con compagnia Odemà e ALTOfest Napoli

Artista sfrenato, crudele, violento, cinico, parassita e antisociale, il protagonista di questa opera,  la prima scritta da Brecht, è Baal, un poeta irresistibile, che con la sua arte seduce uomini e donne, portando ogni relazione all’estremo delle sue conseguenze, oltre i limiti delle convenzioni borghesi. Ispirandosi a questa favola brechtiana, con Baal – primo studio, Giuseppe Isgrò, presenta la prima tappa di Cantieri Bavaresi, una ricerca collettiva che vuole essere una dichiarazione di stile e volontà espressiva, in cui gli attori in scena sono artisti che “non interpretano il mondo ma lo trasformano”, agenti di un cambiamento, che pone chi guarda in una dialettica attiva e non in un semplice godimento estetico.

Cantieri Bavaresi si ispira ai testi, alle opere e ai documenti legati al lavoro di autori bavaresi che hanno scritto e operato intensamente per il teatro e per la cultura: Bertolt Brecht, Rainer Werner  Fassbinder, Marieluise Fleisser, Herbert Achternbusch, Werner Herzog, autori che continuano a nutrire la ricerca poetica e la forma teatrale di Phoebe Zeitgeist.

ORARI
sabato 12 ore 19.00; domenica 13 ore 20.30: lunedì 14 ore 19.00; martedì 15 ore 20.30

Sala Grande
12 – 14 settembre 2015
La madre
di Bertolt Brecht
con Imma Villa, Antonio Agerola, Cinzia Cordella, Roberta Di Palma, Marco Di Prima, Annalisa Direttore, Valeria Frallicciardi, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Aniello Mallardo, Giulia Muscaccio, Antonio Piccolo
Regia Carlo Cerciello
Produzione Teatro Franco Parenti/ Teatro Elicantropo/Anonima Romanzi / Prospet

Con “La madre” Carlo Cerciello, regista di forte impegno politico e sociale, si misura con un dramma didattico di Bertolt Brecht poco rappresentato nei teatri italiani, e lo fa con precisione e coraggio. Il testo è del 1932, ed è tratto dall’omonimo romanzo di Maxim Gorkij. La storia, semplice e lineare, è incentrata sulla figura di Pelagia Vlassova, madre dell’operaio Pavel, che, con coraggio e dedizione, si converte alle idee rivoluzionarie e aiuta il figlio e i suoi amici (per questo chiamata “La madre”) nella loro battaglia clandestina, rappresentando il cammino verso la consapevolezza di come un cambiamento sia necessario, anche a costo di perdere la propria vita, sorte destinata anche a Pavel, fucilato dalla polizia zarista.

Carlo Cerciello cerca da un lato di essere fedele al testo ma, d’altra parte, connota fortemente l’allestimento creando numerosi rimandi con la realtà odierna. La sua scelta è di non fornire una via d’uscita, non invita a resistere, ma semplicemente riporta in scena fedelmente un momento del passato, attraverso un testo importante, per operare un confronto con l’inazione odierna, con un’antipolitica che possiede gli stessi strumenti della politica ufficiale.

ORARI
sabato 12 ore 21.00; domenica 13 ore 19.00; lunedì 14 ore 21.00

Sala Grande
16 – 18 settembre 2015
Vita di Edoardo II d’Inghilterra
di Bertolt Brecht
da Christopher Marlowe
con Mauro Conte, Aurora Peres, Gabriele Portoghese, Nicola Russo, Francesco Sferrazza Papa, Marco Vergani
Regia e adattamento Andrea Baracco
Produzione Teatro Franco Parenti / 369gradi

Il testo è una spietata analisi di intrighi e dissolutezza del potere che, Andrea Baracco, artista che si è affermato negli ultimi anni con uno dei percorsi più interessanti nel panorama della regia teatrale in Italia,  interpreta e trasforma con la sua consueta vocazione visionaria.

Ciò che maggiormente interessa la sua regia, e su cui si sofferma il suo sguardo, è l’ incredibile lucidità con cui Brecht, servendosi del testo di Marlowe, riesce a descrivere il “caos morale dei tempi”, dei propri tempi, affatto distanti dai nostri. La tragedia di  Edoardo II non é, o non é soltanto, la tragica vicenda di un amore impossibile, quello tra Edoardo ed il suo favorito Gaveston, ma una spietata analisi sugli intrighi e sulla dissolutezza della politica e del potere.

Il testo fa emergere le conseguenze di un “governo dei sensi” che prende il sopravvento sul “governo della ragione” e che fa precipitare in un pantano di orrori, violenze, doppi giochi e nefandezze l’intera classe dirigente, intellettuale e politica trascinando, come in un domino inarrestabile e contagioso, l’intera società del tempo.

ORARI
mercoledì 16 ore 20.45; giovedì 17 ore 19.00; venerdì 18 ore 20.45

Sala Tre
17 – 18 settembre 2015
L’eccezione e la regola
di Bertolt Brecht
con gli allievi del laboratorio teatrale del Museo d’Arte Paolo Pini
Regia Luigi Guaineri
Produzione Teatro Franco Parenti/ Botteghe d’Arte del M.A.A.P. (Museo d’Arte Paolo Pini) e A.R.C.A Onlus

Brecht compone questo testo sotto forma di Drama didattico, con il preciso intento di portare al pubblico non una forma di teatro di intrattenimento, ma inteso come esperienza educativa e di riflessione sociale..

Il testo racconta di un improvvisato tribunale – allestito in un cafè-chantant dove una donna chiede giustizia per l’assassinio del marito. Nella rocambolesca e cialtrona ricostruzione dei fatti emerge un mondo dove la dinamica delle relazioni fra gli uomini è governata dal sopruso, Paura e diffidenza ne sono la logica conseguenza, la  Regola fondamentale. Una sentenza, con il sapore di un cinico commento da bar, traccerà i grotteschi binari lungo i quali si muove la Giustizia: il rispetto della Regola contro l’Eccezione, la salvaguardia dello status quo contro il cambiamento.

Lo spettacolo è un work in progress che  prevede la partecipazione del pubblico, nato nel laboratorio teatrale delle Botteghe d’Arte del MAPP  in cui ex pazienti dell’ospedale psichiatrico Paolo Pini,  docenti e allievi, sono stati tutti  coinvolti nella sua realizzazione.

Alla fine, sarà il pubblico a decretare l’epilogo, la sentenza conclusiva, a dover decidere torti e ragioni … regole ed eccezioni.

ORARI
giovedì 17 ore 21.00;venerdì 18 ore 19.00

Sala AcomeA
23 – 27 settembre 2015
BrechTime
“Bisogna avere la forza per domande di cui nessuno ha il coraggio” B.B.
Ideazione Testo e Regia – Tiziano Turci
Voce – Rossella Teramano ; Chitarre – Francesco Provenzano; Percussioni – Giulio Maschio
Fiati – Andrea Palombini ; Violoncello – Stefano Di Leginio; Pianoforte e voce – Tiziano Turci
Produzione TNT produzioni / Teatro Zeta l’Aquila

BrechTime é l’ultimo spettacolo della  trilogia  “Kapitalismo ed altre amenità: rapporti curiosi fra capitale, capitalismo, informazione e lavoro” della compagnia TNTproduzioni.

I primi due sono stati GGLaResistibileAscesaDelNulla (Premio Short concorso nazionale corti teatrali; Premio della Critica del concorso Cantieri Opera Prima)  e Cronaca di una crisi annuciata (Premio della Critica al Teatro dei Contrari di Roma, il Premio Giornalisti al concorso Nuove Realtà del Teatro di Udine; Premio  La Stampa al teatro Carignano di Torino).

Brechtime non è uno spettacolo di Brecht, ma uno spettacolo su Brecht: l’uomo di teatro, il dramaturg,  il poeta, il musicista, il cittadino fedele all’idea della partecipazione e della lotta in difesa dei più deboli.  Sulle  musiche di Kurt Weil un concerto e un viaggio profondo nella poetica di Bertolt Brecht.

ORARI
mercoledì 23 ore 19.30; giovedì 24 ore 21; venerdì 25 ore 19.30; sabato 26 ore 21;domenica 27 ore 19.30

Sala Grande
23 – 27 settembre 2015
Terrore e miseria del Terzo Reich
di Bertolt Brecht
Regia Fabio Cherstich
con Francesca Astrei, Edoardo Barbone, Francesco Benanti Vitale, Lorenzo Capineri, Elena D’Agnolo, Davide Damiani, Simone Debenedetti, Elisa Fumagalli, Michela Maridati, Claudia Ludovica Marino, Maria Beatrice Moia, Altea Onofri, Paolo Panizza, Marta Ponti, Livio Remuzzi, Maria Grazia Scambia
con la partecipazione straordinaria di Annina Pedrini
Produzione Teatro Franco Parenti

E’ un’opera in 24 scene, l’una indipendente dall’altra, scritta da Brecht fra il 1935 e il 1937, messa in scena da lui stesso (protagonista la moglie Helene Weigel) nel 1937 col titolo primitivo Germania Una favola di orrori.

L’intento è quello di denunciare la violenza fisica, psichica e morale che il regime di Hitler aveva instaurato tra il popolo; nessun caso è trascurato per mostrare la stupida bestialità, i ricatti e i soprusi instaurati dal regime nazista.  Se si riflette che Brecht scrisse queste scene quando il regime hitleriano era ai suoi esordi e intravide profeticamente gli ulteriori tremendi sviluppi che il nazismo avrebbe avuti e disseminati in tutta Europa, si può comprenderne la terribile portata storica.

I giovani  attori del Centro Teatro Attivo, guidati da Fabio Cherstich, affrontano per la prima volta un testo che obbliga ad appropriarsi di alcune tecniche teatrali che richiedono una partecipazione di testa e viscere, emozione e razionalità. Immagini mute e coreografiche capaci di restituire, non solo l’aspetto letterario, ma  anche quello metaforico e universale dell’opera brechtiana.

ORARI
mercoledì 23 ore 21.00; giovedì 24 ore 19.30; venerdì 25 ore 21.00; sabato 26 ore 19.30; domenica 27 ore 18.00