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Dal 11 al 17 Novembre, “Aspettando Godot”

Aspettanto Godot-137
 

Elfo Puccini – SALA SHAKESPEARE | 11 – 17 Novembre

Aspettando Godot

di Samuel Beckett copyright Editions de Minuit – Paris
traduzione Carlo Fruttero
regia Jurij Ferrini
con Natalino Balasso, Jurij Ferrini, Angelo Tronca, Michele Schiano di Cola
scenografia Samuel Backett, costumi Michela Pagano
produzione U.R.T – Teatria

Aspettando Godot (debuttato nell’autunno del 2012) è il frutto di un incontro singolare fra Natalino Balasso e Jurij Ferrini, il risultato di un’intesa scenica molto forte, nata durante la tournée de I Rusteghi di Goldoni, spettacolo di grande successo prodotto dal Teatro stabile di Torino e firmato da Gabriele Vacis.

«Abbiamo cercato a lungo un testo che potesse rappresentare una coppia comica così equilibrata e la scelta si è indirizzata sul grande capolavoro di Beckett. I protagonisti di Aspettando Godot non hanno più nulla da dire e nulla da fare e involontariamente raccontano la loro misera attesa di un destino (migliore?) solo perché si trovano in un teatro davanti ad un pubblico, sera dopo sera. Due atti strutturalmente molto simili: passano sulla scena Pozzo e il suo servo Lucky, che preferisce restare legato da una corda al suo padrone piuttosto che prendere in mano la propria esistenza e doversene in qualche modo preoccupare, e alla fine di ogni giorno un misterioso ragazzo annuncia che “il signor Godot non arriverà oggi, ma di sicuro domani”.

Così che i due protagonisti si appenderanno nuovamente a una sempre più flebile speranza di ottenere dal signor Godot qualcosa di nuovo o almeno diverso… pur avendo le idee poco chiare su ciò che davvero vorrebbero ottenere.

Questo plot è un immenso materiale meta-teatrale per gli attori, essi possono entrare ed uscire dal gioco, lasciando sfumati i contorni di racconto ed immedesimazione, attraverso la ricchezza di una lingua incredibilmente poetica che restituisce un disagio esistenziale assoluto.

In Aspettando Godot il tempo si è fermato. In un unico istante vediamo il passato, il presente ed il futuro di una umanità che non solo si è smarrita, ma che ha anche rinunciato a cercare se stessa. “Aspettando” pazientemente una svolta, trascorre così il tempo che la separa dall’unico destino certo di ogni essere vivente: la fine della propria esistenza. Si tratta quindi di un teatro ben poco assurdo ma semmai estremamente allegorico, almeno da quando l’assurdità della vita ha di gran lunga superato il non senso apparente di ciò che viene detto in scena. In questa versione di Aspettando Godot – ci dicono gli spettatori – si ha la sensazione d’aver capito qualcosa in più, divertendosi molto. Questa è per noi la migliore recensione che si possa ricevere»

(Jurij Ferrini)

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