Branciaroli e il suo “Enrico IV”, 21 ottobre – 2 novembre

CENTRO TEATRALE BRESCIANO ENRICO IV
 

Milano, Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi 2 – M2 Lanza), dal 21 ottobre al 2 novembre 2014
Enrico IV
di Luigi Pirandello, regia Franco Branciaroli
scene e costumi Margherita Palli, luci Gigi Saccomandi
con Franco Branciaroli, Melania Giglio, Giorgio Lanza,
Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Valentina Violo, Daniele Griggio
e con (in ordine alfabetico) Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pier Paolo D’Alessandro, Mattia Sartoni
produzione CTB Teatro Stabile di Brescia / Teatro de Gli Incamminati

Dopo le recenti prove di Il teatrante, Servo di scena e Don Chisciotte, Franco Branciaroli prosegue il suo percorso di esplorazione dei grandi personaggi del teatro scegliendo per la prima volta un testo pirandelliano: Enrico IV, dramma in 3 atti scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano, è in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 21 ottobre al 2 novembre.
Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore: il rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.
In una lettera a Ruggero Ruggeri – uno degli attori più noti dell’epoca – dopo avergli raccontato la trama, Pirandello conclude dicendogli di vedere in lui il solo attore in grado di dare corpo e anima al ruolo del titolo. Scrive infatti: “Circa vent’anni addietro, alcuni giovani signori e signore dell’aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una ‘cavalcata in costume’ in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s’era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare con la sua dama accanto, regina o principessa, sul cavallo bardato secondo i costumi dell’epoca. Uno di questi signori s’era scelto il personaggio di Enrico IV; e per rappresentarlo il meglio possibile, s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva per circa un mese ossessionato. Senza falsa modestia, l’argomento mi pare degno di Lei e della potenza della Sua arte.”
Il personaggio di Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è descritto minuziosamente da Pirandello. Enrico è vittima non solo della follia, prima vera poi cosciente, ma dell’impossibilità di adeguarsi a una realtà che non gli si confà più, stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno, e sceglie quindi di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo.