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“256 SECONDI, PIOVONO BOMBE” al Teatro Libero

Foto OK 256 secondi 1

MILANO TEATRO LIBERO

Dal 19 al 25 ottobre 2015

 

256 SECONDI, PIOVONO BOMBE

Tragicomiche storie sui bombardamenti aerei contro i civili

scritto e diretto da Cesare Gallarini

con Cesare Gallarini, Lorena Marconi, Claudio Zucca

illustrazioni live Tiziano Riverso

scene Marlis Brinkmann

tecnico audio-video Gino Sacco

produzione Oltreconfine

in collaborazione con Accademia del Comico

“Ai bambini uccisi dalla guerra, nelle loro scuole, con i loro maestri”

Il 20 ottobre 1944, alle ore 11.29, gli alleati iniziarono il bombardamento della Breda. Il comandante di un aereo sbagliò ad interpretare le coordinate e si ritrovò sopra il quartiere di Gorla. Invece di proseguire e sganciare le bombe nell’Adriatico, decise di liberarsi del carico dove si trovava. Una delle bombe centrò il vano delle scale della scuola elementare “Francesco Crispi”, entrando fino al rifugio e provocando la morte di 184 bambini.

256 secondi, piovono bombe è un racconto grottesco fatto di spezzoni come quelli incendiari che distrussero Dresda, Tokio, Milano; un racconto fatto diframmenti come quelli dei resti di Hiroshima; un racconto fatto di schegge come quelle delle mine aeree che distrussero Londra, Amburgo; una narrazione poetica tratta dai brandelli della memoria dei protagonisti.

“…l’unico rifugio antiaereo efficace è la pace”

Dall’inizio del secolo scorso, dopo l’invenzione dell’aereo, gli uomini hanno ideato sistemi sempre più sofisticati per effettuare offensive di bombardamento sulle città. Interi territori urbani con le loro popolazioni di civili da oltre un secolo, sono considerati come bersagli per attacchi con esplosivi ad alto potenziale, con bombe incendiarie, bombe dirompenti, ritardanti, bombe atomiche, fino ad arrivare alle bombe umane di oggi. Una vera ecatombe non solo di vite umane, ma di ogni cosa bella. La guerra, con la sua imbecille cecità, ha fatto cadere uomini, case, città, ha polverizzato archivi, biblioteche, musei; infranto sogni, illusioni e speranze.

256 secondi era il tempo medio che impiegava un ordigno d’aereo della seconda guerra mondiale, dal momento dello sgancio alla deflagrazione. Sono stati per donne, anziani, bambini, uomini innocenti di ogni parte del mondo, gli ultimi 256 secondi di vita. Sono stati anche gli ultimi secondi di molti progetti, dei sogni, delle idee culturali, dei monumenti, delle opere d’arte e della storia.

La follia umana arriva a distruggere in pochi secondi quello che il genio umano è riuscito a costruire in secoli.

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Mihail Ottelli

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